
Un Vangelo tra le ceneri di Mosca
Mosca, anni Trenta. Una città divorata dall’inverno e dalla paura.
La paura non ha bisogno di grida: vive nei silenzi, negli sguardi abbassati, nei libri nascosti negli armadi, nei nomi taciuti in cucina. È l’epoca delle purghe staliniane, del culto ateo di Stato, della burocrazia eretta a idolo e giudice.
In questo paesaggio desolato e quasi infernale, Michail Afanas’evič Bulgakov — medico, scrittore, uomo credente in un mondo che ha espulso Dio — concepisce un romanzo impossibile. Un’opera che sfida l’ordine ideologico, il dogma della razionalità cieca e l’onnipotenza della menzogna.
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