Donato Di Crecchio
Un omaggio al non detto, al ritmo interiore del pensiero poetico.
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Mese: Luglio 2025
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Ti vedo senza vederti, eco dispersa d’un’anima che non osa toccare il giorno. Sagoma fragile che il mondo trattiene solo per un istante prima del dissolversi.
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Lì, dove la parola tace e il cuore si fa ricettacolo, si accende la fiamma di ciò che è eterno: l’invisibile luce che ogni ombra custodisce
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La nostra distopia contemporanea non è fatta di mostri visibili o di tiranni conclamati che esercitano un potere manifesto, ma di gesti automatici, di parole standardizzate e svuotate di significato, di memorie collettive che, pur essendo ampiamente condivise e celebrate, non ricordano nulla di autentico o di scomodo, cancellando la complessità del passato
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La libertà non è una bandiera da ostentare in piazza o uno slogan da gridare nelle manifestazioni; essa è piuttosto una fiamma sottile e preziosa, custodita nel segreto dell’anima.
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La trilogia della città di K. si configura come un’opera di devastazione radicale e, al contempo, di resistenza tenace. La devastazione è manifesta e inequivocabile: nessun luogo è sicuro, nessuna identità è stabile e definita, nessuna parola è affidabile o trasparente.
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Nulla accade, eppure tutto si muove: nell’attesa, nel volo, nell’eco invisibile di un’origine che chiama.
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Oh quiete! Oh respiro che passa come un dio che non vuole più farsi vedere – quanto ancora resterai, prima che l’ombra diventi notte?
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Golding ci avverte che la barbarie non è qualcosa di esterno, un’eredità del passato da cui siamo ormai liberi. Al contrario, è sempre lì, accovacciata nell’ombra delle nostre paure, pronta a prendere il sopravvento quando le regole vacillano, quando la coscienza tace, quando l’altro smette di essere un volto e diventa un bersaglio.
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“Su ciò di cui non si può parlare, occorre tacere.” (Tractatus 7).
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Yukio Mishima, autore giapponese, esplora tensioni tra estetica e etica, tradizione e modernità, vita e morte, offrendo riflessioni profondamente attuali sul coraggio di dare forma al vuoto.
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25 giugno 2025 Sui tetti blu del villaggio addormentato,il cielo versa l’ultima luce,un respiro rosa tra i fili sospesi,come vene d’inchiostro nell’aria immobile. Le tegole, lucide come conchiglie antiche,trattengono il calore del giornoe sussurrano segreti alla sera che scende,lenta, come una promessa non detta. Tra le ombre, il tempo si piega,non corre, non fugge —…
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15 novembre 2023 Sulla superficie quieta del lago,una solitaria creatura d’acqua traccia un sentiero effimero come un pensiero che nasce e subito si dissolve. La città, in lontananza, giace addormentatasotto l’ombra azzurra delle montagne,custodita dal silenzio dell’alba o del crepuscolo. Ogni edificio sembra sospirare in attesa,mentre il cielo si tinge d’un azzurro impalpabile,come se il…
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4 febbraio 2024 Nel cuore cieco del buiouna luce si frange in colonne sottili —vetri come respiri trattenuti,frammenti di silenzio verticale. Un’ombra cammina, senza volto,passante del nulla,né nome né carne,solo passaggio,sospensione. Porta sulle spalle un tempo chiuso,una borsa colma di giorni non detti,e il suo passo è un’eco leggerasull’orlo dell’invisibile. Chi la guardanon la conosce,ma…
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7 giugno 2025 Sul confine del giorno morente,quando il cielo si fa seta sfumatatra l’ambra e l’indaco,sorge, silenzioso, il padre delle isole,il Fuji, spirito immobile del tempo. Tra le onde che sussurrano memoriee le luci dei villaggi che come luccioletremano in preghiera,egli resta — ombra perfetta di un dio antico,che ha visto sorgere imperi e…
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1 aprile 2025 Sul crinale del mondo,tra ombra e cielo,danza una figura solitarianel silenzio delle nubi. Ogni passo è un versoscritto sull’aria sottile,ogni gesto, un salutoal vuoto che respira. Le montagne, immobili testimoni,ascoltano il suo respiroche si mescola ai ventie alle memorie dei giganti. Luce fioca tra le nubi spesse,il tempo si curva,e l’uomo—ombra tra…
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27 aprile 2025 La poesia è l’ultimo bastione.Essa nasce dove la macchina non può giungere: nell’invisibile.Laddove il verso si spezza, trema, arde senza motivo, lì l’intelligenza artificiale rimane muta.La poesia non serve a nulla, e proprio per questo è sacra: perché rifiuta l’utile, il computabile, il vendibile. È il canto libero dell’essere.Quando la poesia diventerà…
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Il poetico costituisce l’antidoto per eccellenza al linguaggio addestrato, a quel linguaggio che programma, dirige e semplifica. Non perché decori il mondo con abbellimenti superficiali o offra una comoda evasione dalla sua crudezza, ma perché lo disvela, lo sottrae al velo dell’ovvio e della funzionalità, rivelandone l’essenza più profonda e autentica, spesso dimenticata. Il poetico…