7 aprile 2024

C’è una barca che attende,
senza tempo, senza voce,
nel cuore immobile dell’acqua.
Non cerca rive,
non teme abissi —
è soltanto PRESENZA,
un respiro che non si spegne.   
       
Sopra di lei,
gli uccelli fendono il silenzio
come pensieri che hanno trovato il cielo,
scrivendo nel vento
una lingua che l’uomo ha dimenticato.

La riva è sogno,
un ricordo che sfuma
tra le pieghe della luce.

Nulla accade,
eppure tutto si muove:
nell’attesa,
nel volo,
nell’eco invisibile
di un’origine che chiama.

E noi, come la barca,
restiamo —
tra ciò che eravamo
e ciò che non osiamo diventare.


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