
4 febbraio 2024
Nel cuore cieco del buio
una luce si frange in colonne sottili —
vetri come respiri trattenuti,
frammenti di silenzio verticale.
Un’ombra cammina, senza volto,
passante del nulla,
né nome né carne,
solo passaggio,
sospensione.
Porta sulle spalle un tempo chiuso,
una borsa colma di giorni non detti,
e il suo passo è un’eco leggera
sull’orlo dell’invisibile.
Chi la guarda
non la conosce,
ma la riconosce:
è l’andare che tutti
abbiamo attraversato.
Tra il dentro e il fuori,
tra il ricordo e l’ignoto,
è figura in dissolvenza —
eppure resiste,
come la luce che insiste
sul vetro opaco dell’anima.
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