
11 agosto 2021
Sul sentiero sottile che taglia in due l’eternità verde,
tra lanterne di pietra che respirano secoli di silenzio,
corre una bambina con un retino,
come se volesse catturare il respiro stesso del cielo.
I suoi passi sono petali gettati al vento,
i capelli, fili d’ombra sciolti nell’oro del sole.
Attorno, il canto incessante delle cicale
ricama l’aria di un’estate senza fine,
e le risaie, come specchi smeraldo,
riflettono sogni che non hanno nome.
Le montagne, immobili e azzurre,
la osservano da lontano
come antichi dèi benevoli,
mentre il tempo si piega,
e in un solo battito di luce
l’infanzia diventa eternità.
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