Donato Di Crecchio
Un omaggio al non detto, al ritmo interiore del pensiero poetico.
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Categoria: Filosofia
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C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
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C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
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C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
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C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
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C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
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C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
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C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
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Nel mondo delicato e poetico di Her, film del 2013 diretto da Spike Jonze, incontriamo Theodore, un uomo solo che in un futuro prossimo si innamora di un’intelligenza artificiale chiamata Samantha. Non una semplice macchina, ma una presenza vibrante e inafferrabile, capace di una dolcezza e di un’empatia che sfidano le convenzioni del reale. Questo…
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La danza del vuoto, un incontro inatteso e profondo tra scienza e meditazione, tra la rigorosa fisica quantistica e l’antica saggezza d’Oriente.
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Nel tempo dei pastori notturni Quando il dio tace, l’uomo si curvasotto il peso d’un amore travestito.Ma chi regge il giorno senza veritàe l’ora in cui il pane non consola? Sotto il cielo che arde come giudiziocammina ancora il mite, il disarmato,egli che dona la libertàcome ferita che salva. Non fu parola ma bacio,non fu…
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Lo Yutori è la quiete che prepara l’irruzione del Kairos. Senza respiro, il miracolo non accade. L’artista è colui che dimora nel tempo, che non lo misura ma lo ascolta. E quando il tempo si apre, come un fiore notturno, la bellezza prende forma. Allora il gesto diventa rivelazione, il silenzio diventa canto, e l’attesa…
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Lì, dove la parola tace e il cuore si fa ricettacolo, si accende la fiamma di ciò che è eterno: l’invisibile luce che ogni ombra custodisce
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La libertà non è una bandiera da ostentare in piazza o uno slogan da gridare nelle manifestazioni; essa è piuttosto una fiamma sottile e preziosa, custodita nel segreto dell’anima.
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La trilogia della città di K. si configura come un’opera di devastazione radicale e, al contempo, di resistenza tenace. La devastazione è manifesta e inequivocabile: nessun luogo è sicuro, nessuna identità è stabile e definita, nessuna parola è affidabile o trasparente.
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“Su ciò di cui non si può parlare, occorre tacere.” (Tractatus 7).
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Yukio Mishima, autore giapponese, esplora tensioni tra estetica e etica, tradizione e modernità, vita e morte, offrendo riflessioni profondamente attuali sul coraggio di dare forma al vuoto.