
L’equivoco della libertà infantile
Ogni epoca genera le proprie figure simboliche. Alcune scompaiono insieme alle mode che le hanno prodotte. Altre, invece, continuano a ritornare come sogni ricorrenti della coscienza collettiva. Attraversano generazioni, lingue e culture perché custodiscono una domanda che non smette di riguardarci. Peter Pan appartiene precisamente a questa categoria.
Da oltre un secolo osserviamo quel ragazzo che vola sopra i tetti di Londra, leggero come il vento e libero come un pensiero non ancora pronunciato. Lo guardiamo e qualcosa dentro di noi si mette segretamente dalla sua parte. Vorremmo seguirlo. Vorremmo salire con lui verso l’Isola che non c’è, dove il tempo non lascia rughe, dove le promesse non diventano responsabilità e dove nessuna scelta esclude definitivamente tutte le altre.



















