Donato Di Crecchio
Un omaggio al non detto, al ritmo interiore del pensiero poetico.
recent posts
- L’ombra di Peter Pan. La fuga dal tempo nell’uomo contemporaneo
- La Cura di Battiato. Il messaggio segreto che trasforma l’anima
- La fine dell’io pacificato. Eckhart e Dōgen oltre la spiritualità dell’equilibrio
- Spezzare il cielo. Giordano Bruno e la nuova immaginazione del reale
- La soglia del confronto. Mistica cristiana e Zen a confronto
Categoria: Letteratura
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
C’è un silenzio che abita l’uomo contemporaneo e non è pace: è un gelo invisibile, un vuoto che non urla ma consuma. Il nichilismo non si annuncia con clangori apocalittici: s’insinua come nebbia sottile, come un’assenza che logora, come la stanchezza di chi ha smesso di credere che qualcosa abbia valore.
-
Apocalypse Now di Francis Ford Coppola non è un film sulla guerra del Vietnam. È un viaggio liturgico verso il cuore oscuro della modernità, un poema metafisico in cui la giungla diventa il palcoscenico di una crisi spirituale che è ancora la nostra.