
1 Novembre 2025
Sacro è il suono che nasce dal fuoco,
sacro il gesto che sfida la montagna.
L’uomo si erge come un lampo di vita,
tra la pietra e l’abisso del cielo.
Suona. E le corde vibrano come vene del mondo,
si tendono tra la vita e la cenere.
Ogni nota discende nei fondali del tempo,
dove dorme il primo respiro degli dèi.
Respiro eterno, soffio dell’invisibile,
tu che accogli e dissolvi, ascolta:
nel tuo grembo l’uomo arde e parla,
la sua voce si confonde col respiro del mondo.
Perché anche il silenzio ha sete di canto,
e la lava conserva nel cuore
il ricordo della luce che fu parola.
Così il suonatore — esule tra due mondi —
volge il suo arco come un profeta stanco,
chiede all’inferno un frammento di cielo,
e al cielo una misura di terra.
Allora tutto tace.
E nella solitudine della montagna
la musica si fa preghiera,
il suono ritorna alla sorgente,
e il mondo, per un istante,
ritrova la sua voce originaria.
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